CHEMIOTERAPIA, LA CURA CHE UCCIDE 0

Nico | 04:56 | , , , , ,


Oggi la San Tommaso ha deciso di mettere il naso nella medicina moderna, analizzando una cura tra le piu comuni usata per i malati di cancro, la chemioterapia



COS’E’ UN TUMORE?


I tumori fanno parte di un normale meccanismo biologico di risposta del sistema corpo/cervello agli insulti psichici e/o biochimici, e continuamente vengono generati e riassorbiti senza che nella stragrande maggioranza dei casi ce se ne accorga.
Il cancro è un tumore che è momentaneamente sfuggito al controllo del corpo, ma se il corpo è sano il cancro può ancora ritornare sotto controllo e regredire fino a scomparire.
Un tumore che progredisce troppo non è tanto dannoso di per se', ma piuttosto perché consuma le risorse del corpo (i nutrienti) oppure perché la sua massa ostacola le funzioni fisiologiche, comprime organi e tessuti, ecc. portando un corpo già troppo indebolito dalla eccessiva presenza di sostanze tossiche, parassiti e squilibri biofrequenziali, a non essere più in grado di mantenere il controllo del processo di generazione e riassorbimento del tumore. Questo degenera sempre più, con una progressiva dedifferenziazione dei tessuti, i quali divengono ameboidi e invasivi.
Rimuovendo dal corpo le sostanze tossiche, i parassiti e gli squilibri biofrequenziali, e ammesso che il corpo abbia mantenuto la capacità di risposta immunitaria, il cancro può invertire la rotta e regredire più o meno rapidamente, fino a completa guarigione.
I casi di tumore sono in apparente grande aumento essenzialmente per due ragioni: la prima è che effettivamente il nostro corpo è sempre più indebolito da sostanze estranee, e dunque è sempre meno capace di mettere in atto i meccanismi di difesa. La seconda ragione, meno evidente ma ben reale, è che la diagnostica è sempre più avanzata e scopre tumori piccolissimi, i quali il più delle volte sarebbero regrediti da soli.



REAZIONI DEL PAZIENTE


Quando ad un paziente viene detto che ha un cancro, il poveretto subisce innanzitutto un violento trauma psichico che "stampa" in lui l'idea della condanna ineluttabile, il che già compromette gravemente la capacità di reazione psiconeuroimmunologica. Come se non bastasse, il malcapitato inizia il calvario della chemioterapia, il che devasta il sistema immunitario, avvelena il fegato, ha forti ripercussioni sul sistema nervoso, rende debolissimi e lo costringe a vivere una vita infernale  fra nausea, caduta dei capelli, e molto altro.



LA CURA CON LA CHEMIOTERAPIA


La chemioterapia è una cura invasiva e tossica che si presume elimini le cellule cancerose; tuttavia, sfortunatamente, la sua feroce azione chimica non è in grado di distinguere queste ultime da cellule e tessuti circostanti sani. Requisito fondamentale per un farmaco chemioterapico è dunque la selettività di bersaglio, che lo porta all'eliminazione delle cellule neoplastiche preservando la salute di quelle sane. Si tratta in ogni caso di un requisito del tutto ideale, dal momento che non esistono chemioterapici in grado di agire in modo esclusivo sulla massa tumorale, e di non presentare effetti collaterali su altri tessuti dell'organismo.
La chemioterapia, per come è intesa oggi, nasce per un fortuito caso quando negli anni sessanta Barnett Rosenberg, nel laboratorio di biofisica della Michigan State University, notando la somiglianza delle linee di forza dei campi elettrici (cfr campo gravitazionale in meccanica classica) e i fusi mitotici (catene di microtuboli che vanno dai centrioli posti ai poli fino ai cromosomi posti all'equatore di una cellula durante l'anafase della mitosi) si mise a studiare l'interferenza dei suddetti campi elettrici nella riproduzione dei batteri. Egli notò come questi non riuscivano a riprodursi in questo ambiente, perché gli era impossibile separarsi.
Alla fine Rosenberg scoprì che non era la presenza del campo elettrico ad impedire la divisione di batteri, bensì quella dell’isomero cis [PtCl2(NH3)2]. Egli ebbe il colpo di genio di provare a vedere gli effetti di questo isomero sulle cellule tumorali, che presentavano lo stesso tipo di crescita, e scoprì l'efficacia anti-tumorale provando ad usarlo su di un topo, che dopo pochi giorni guarì completamente. Il farmaco al platino passò alla fase 1, ma a causa dei suoi ingenti effetti tossici rischiò quasi di non essere mai usato, se non fosse stato per due medici americani, i quali lo provarono su tredici pazienti affetti da cancro ai testicoli. La sorprendente ripresa di questi pazienti diede il via libera al largo impiego di questo farmaco nella cura della leucemia.
Questo accade perché i chemioterapici sono tremendi veleni cellulari: mentre da un lato effettivamente ostacolano (ben poco) la riproduzione delle cellule cancerose, dall'altro devastano il sistema immunitario e tutte le funzioni del corpo nel suo complesso, oltre a mantenere del tutto intatte le cause che hanno portato alla comparsa del cancro stesso. Chi fa la chemioterapia quasi sempre soffre moltissimo, e spesso muore malamente. Anche quando va bene e il cancro sembra guarito, per i vasti danni prodotti difficilmente non si ha poi più la possibilità di riprendersi totalmente: prima o poi il cancro ricompare e trovando un corpo senza più difese non lascia scampo.
Per gli ammalati di cancro la chemioterapia è totalmente gratuita, grazie al Servizio Sanitario Nazionale, ma pochi sanno che il suo costo per lo stato è altissimo, migliaia di euro a ciclo, da ripetere più e più volte... senza contare il costo dei farmaci associati e i trattamenti addizionali per combattere gli imponenti effetti collaterali... eppoi c'è tutta la diagnostica, sempre più spinta... Ma non basta, un chemioterapizzato ha subito talmente tanti danni che per tutto il resto della vta (generalmente breve) avrà bisogno di molti farmaci... E' un businnes che definire immenso è poco.
Per semplificare, la chemioterapia è un veleno somministrato per via endovenosa che uccide tutta la materia vivente. Le ripetute somministrazioni di chemioterapia e di radiazioni uccidono gradualmente l'intero organismo; il sistema immunitario viene colpito in modo particolarmente duro dalla chemioterapia e spesso non ristabilisce le proprie funzioni abbastanza da proteggere adeguatamente l'organismo dalla malattie comuni, il che può portare alla morte.
Qualcosa come il 67% delle persone che muoiono durante le cure anticancro finiscono in tal modo a causa di infezioni opportunistiche derivate direttamente dall'inefficienza del sistema immunitario, determinata dalla natura tossica ed aggressiva dei farmaci. Di cosa si tratta, se non di morte per trattamento medico?
Gli stessi effetti collaterali della chemioterapia e delle radiazioni sono assai estesi e possono comprendere, tanto per citarne alcuni, vertigini, decolorazione della cute, calo sensoriale, menomazioni audio/visive, nausea, diarrea, caduta dei capelli, mancanza di appetito e conseguente malnutrizione, perdita degli stimoli sessuali, perdita di globuli bianchi, lesioni permanenti e malfunzionamento degli organi, emorragie interne, danni ai tessuti e infiltrazione cardiovascolare (deterioramento delle arterie).
I chemioterapici agiscono in genere su tessuti ad alta proliferazione, come i tumori. Ma è proprio tale genericità ad essere responsabile di effetti collaterali che, dal punto di vista clinico, assumono un'importanza notevolissima. Tali effetti collaterali infatti si presentano a carico dei tessuti dell'organismo a più alto tasso replicativo, come ad esempio quello ematopoietico, le mucose delle vie gastrointestinali ed i follicoli piliferi. Tali tessuti sono solitamente in grado di ritornare alla normalità al termine della terapia. In alcuni casi però, come in presenza di tumori caratterizzati da crescita più lenta di quella di tali tessuti, il recupero è molto più difficile.



Effetti tossici indesiderati


L'isomero cis-platino non è in grado di distinguere le cellule cancerose dalle sane e colpisce indiscriminatamente tutte le cellule che incontra. Ha quindi un effetto tossico non insignificante. Inoltre, un paziente soggetto alla chemioterapia rischia di assuefarsi al farmaco, cosicché, dopo un certo periodo di somministrazione, questo non abbia più effetto, può poi causare depressione, continui attacchi di nausea e vomito, nonché perdita dell'udito.
L'efficacia del cisplatino e di altri trattamenti chemioterapici risulta amplificata anche dall'associazione con trattamenti di ipertermia oncologica
Nell'Aprile del 2007 un gruppo di ricercatori della Southwestern University di Dallas ha pubblicato uno studio secondo il quale disattivando 87 geni umani l'efficacia della chemioterapia aumentava in misura notevole. Se la ricerca dovesse dimostrarsi vera anche in vivo si potrebbero ridurre in maniera sostanziale gli effetti indesiderati della chemioterapia mantenendo nel contempo l'effetto curativo



EFFETTI DELLA CHEMIOTERAPIA  A
LIVELLO CELEBRALE


Un gruppo di lavoro dell'università di Rochester a New York ha scoperto che molti tipi di cellule fondamentali del cervello sono estremamente vulnerabili ai farmaci.
I ricercatori sostengono che ciò potrebbe essere di aiuto per spiegare gli effetti collaterali come attacchi epilettici e perdita di memoria associati con la chemioterapia - alla quale è stato congiuntamente affibbiato il nome di 'chemio cerebrale'.
La ricerca effettuata sui ratti, del dicembre 2006, è stata pubblicata sul Journal of Biology.
La terapia farmacologica per la cura del cancro può indurre una vasta gamma di effetti neurologici collaterali, anche un insorgenza di demenza.
Lo studio ha scoperto che livelli di dosi comunemente somministrate quando i pazienti sono sottoposti a trattamento hanno ucciso dal 40% all' 80% delle cellule cancerogene - ma dal 70% al 100% delle cellule cerebrali.
Molti tipi di cellule cerebrali sane continuano a morire per almeno sei settimane dopo l'esposizione al trattamento.
Il gruppo di lavoro di Rochester ha effettuato dei test con tre farmaci somministrati per trattare molteplici forme di cancro: carmustina, cisplatina and citosina arabinoside.
Tutte e tre i farmaci sono risultati tossici per molti tipi di cellule cerebrali il cui lavoro è di riparare le altre cellule del cervello, anche a concentrazioni molto basse
Il ricercatore principale Dr Mark Noble ha affermato: "Questo è il primo studio che pone la chemio cerebrale su un ragionevole fondamento scientifico, in termini di neurobiologia e biologia cellulare."
Possono anche far morire le cellule oligodendrocita , che gioca un ruolo fondamentale nella trasmissione di messaggi attorno al sistema nervoso.
I ricercatori suggeriscono che un danneggiamento alle cellule nell' ippocampo, che è responsabile per la memoria e l'apprendimento, è probabilmente una causa che può fornire una una spiegazione ai sintomi della chemio cerebrale.
Il professor John Toy, direttore medico della ricerca sul cancro in UK, ha detto: "Le dosi utilizzate nel corso della terapia necessarie per il trattamento del cancro mentre lasciano le cellule sane del corpo per quanto possibile illese costituiscono un buon equilibrio giudicato da specialisti esperti.

"Lo scopo è di massimizzare i benefici e minimizzare i danni. Sfortunatamente gli effetti collaterali possono includere la tossicità per il cervello.
" Si spera che questa ricerca effettuata sui ratti possa suggerire nuovi metodologie di ricerca su come questa tossicità possa essere superata.

"E' importante ricordare, comunque, che tutti i trattamenti per la cura del cancro disponibili al momento sono stati sottoposti a dettagliati studi clinici per assicurare che i benefici da essi derivanti superino gli effetti indesiderati.



ALCUNE CURE ALTERNATIVE


La medicina olistica conosce ormai molte terapie anticancro, del tutto naturali e relativamente economiche, che agiscono sulle cause e senza distruggere il sistema immunitario: sono ormai ben collaudate e, se ben applicate, funzionano nella stragrande maggioranza dei casi.
Le cure alternative hanno, al confronto della chemioterapia, un costo molto basso, e per lo più non sono brevettabili perché si tratta di prodotti naturali non lavorati...
Le multinazionali farmaceutiche, infiltratesi ormai ovunque, difendono la loro gallina dalle uova d'oro con ogni mezzo, contro la minaccia rapresentata dalle terapie naturali e olistiche: con la forza del denaro - tanto denaro - corrompono l'Organizzazione Mondiale della Sanità (che di per sè è già una vera e propria mafia), corrompono i ricercatori falsando le sperimentazioni, influenzano pesantemente le riviste scientifiche e l'informazione al pubblico, corrompono gli informatori sanitari, minacciano o perfino si radiano dall'Ordine professionale i medici che attuano le terapie alternative, e quando non ci riescono fanno in modo che i loro sgherri nei posti chiave dell'informazione li ridicolizzino e li screditino, presentandoli come ciarlatani.
Essendoci però il rischio che la verità salti fuori, lo sforzo più grande è dedicato alla manipolazione dei dati sull'efficacia della chemioterapia. Non potendo falsificare tutti i risultati delle terapie, viene adottato un metodo del tutto particolare per valutarli
  • Se per esempio un paziente viene ospedalizzato per un tumore allo stomaco e dopo fatta la chemioterapia esce, non la chiamano dimissione ma guarigione!
  • Se dopo 3 mesi lo stesso paziente ritorna con un tumore al fegato (probabilmente scatenato dalla chemioterapia) il caso non sarà riaperto e ricollegato all'altro, ma sarà considerato come nuovo!
  • Se un paziente viene dimesso, e successivamente ritorna anche per controlli e viene di nuovo dimesso, ogni volta e´ un dato positivo. Ma poiché si puo´ morire solo 1 volta, anche se si viene dimessi 9 volte, alla fine il risultato dicuiarato sara´ del 90% di guarigioni e del 10% di mortalità!
  • E ancora:  dal tumore al testicolo si salvano più del 90% dei malati, mentre da tumore al polmone si salvano solo il 10%. Si dichiara così una sopravvivenza media di circa il 50%...
    ...nascondendo però che quelli del testicolo sono solo 2000 l'anno, mentre quelli del tumore al polmone sono 40.000....
    ...perciò la vera media sarebbe molto, molto più bassa!
La sconcertante realtà che si evince dalle statistiche correttamente eseguite è che chi non fa la chemioterapia vive più a lungo d chi non fa nessuna terapia!!!  E inoltre, sempre dai veri dati, risulta che l´aggressivita´ di un tumore recidivante diventa esponenziale dopo la chemioterapia, e se poi ricompare c'è ben poco da fare, in un organismo compromesso dal veleno.



ESCOZUL, VELENO DI SCORPIONE CUBANO


L’Escozul viene distribuito in modo gratuito solo a Cuba. I requisiti richiesti non sono altro che la presentazione della cartella clinica che verra’ successivamente valutata in modo accurato. Il luogo di distribuzione è situato a Jaguey Grande, cittadina di produzione del medicinale in questione.
L’Escozul è un mix di proteine estratte da un determinato tipo di scorpione che agisce nel corpo del paziente provocando un effetto immunoregolatore, antinfiammatorio, analgesico e antitumorale.
Sul sito dell’azienda si puo leggere che il farmaco in questione non ha ancora fatto registrare alcun effetto nocivo. Le persone in cura sono in larga parte americane e si puo riscontrare un dato confortante: sarebbero infatti 25mila le persone che riscontrano un miglioramento in termini di aumento di sopravvivenza, sollievo fisico e remissione delle cellule tumorali. Altro dato confortante riporta che l’indice di sopravvivenza dei pazienti che abbia trattato la malattia con l’Escozul si aggira intorno al 15.63% aggiungendo che circa l’89,55% dei pazienti mantiene una buona qualita’ di vita.
Essendo pero’ il medicinale ancora a livello sperimentale (la ricerca completa ancora non è stata terminata) gli stessi medici cubani consigliano optare per un’integrazione del medicinale senza pero’ abbandonale le terapie tradizionali come, ad esempio radioterapia e chemioterapia.
Purtroppo la comunita’ medica internazionale, eccetto Cuba, non prende ancora in considerazione il medicinale. Una voce fuori dal coro è rappresentata dal dottor Giovanni Battista Speranza, direttore del reparto di Oncologia dell’ospedale ‘’Giovanni Battista di Ostia’’. Egli infatti, in un suo recente convegno, ha parlato dell’Escozul traendone considerazioni favorevoli in merito, anche con l’aiuto di alcuni, pazienti da egli stesso curati, che assumono codesto medicinale traendone effetti positivi.
Lo stesso dottor Speranza ha ammesso di essersi interessato al farmaco quando una paziente affetta da neoplasia della mammella inizio’ il trattamento classico: la paziente migliorava di giorno in giorno il suo quadro clinico e dopo due mesi di cura confesso’ al dottore di aver autonomamente iniziato una cura parallela a base di Escozul. In seguito a questo caso, il dottor Speranza ha scoperto che altri 5 pazienti stavano assumendo il farmaco cubano dimostrando tutti un evidente miglioramento.
Ovviamente il medico ci tiene a ribadire che non vanno alimentate false ilusioni e che in ogni caso i pazienti devono continuare a seguire la medicina classica. Il medico chiarisce che l’Escozul altro non è che un medicinale omeopatico che aiuta il paziente alleviando dolore e infiammazione.
Grazie alle sue considerazioni, il dottor Speranza ha fatto si che l’ospedale ‘’Grassi’’ di Ostia sia diventato un punto di riferimento per diverse famiglie che, da mesi, si imbarcano destinazione l’Avana.



CONCLUSIONE DEI MEDICI


Alcuni medici sembrano pero’ remare leggermente contro corrente. Secondo il professor Charles Mathe la chemioterapia non darebbe decisamente gli effetti sperati:

"Se contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un centro standard per la cura di tale malattia. I malati di cancro che stanno alla larga da questi centri hanno qualche possibilità di farcela.''

Walter Last, che scrive su The Ecologist, ha di recente riportato:

Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università di California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: ‘’quando non vengono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano’’. E purtroppo le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate.

Oppure che dire di quanto segue?

"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti" (Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol. 337, p. 901).

O ancora di questo?

"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia; la chemioterapia non elimina il cancro ai polmoni, al seno o al colon. Questo fatto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici la utilizzano ancora per questi tumori’’.
(Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer).



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